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Maxi-emergenze, in Umbria al via la formazione sul metodo SISMAX

6 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


Formazione, pianificazione e coordinamento tra istituzioni per rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario alle maxi-emergenze. È questo l’obiettivo del percorso formativo “Metodo SISMAX. Sistema integrato dei soccorsi in maxiemergenza”, inaugurato lunedì 28 settembre, a Villa Umbra dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Il corso è promosso dalla Regione Umbria – Direzione regionale Salute e Welfare, in collaborazione con la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, nell’ambito del Piano unico di formazione regionale in sanità 2026-2028, e si svolge con il contributo della nostra società scientifica.


“Il sistema sanitario pubblico rappresenta un pilastro essenziale nella gestione delle maxi emergenze, assicurando un coordinamento efficace e una capacità di risposta tempestiva e qualificata”, ha sottolineato la presidente Proietti in apertura dei lavori. “Le esperienze maturate negli anni hanno evidenziato competenze professionali e capacità operative di altissimo livello, sia in ambito regionale che nazionale. Un patrimonio di conoscenze, esperienza e dedizione che merita di essere ulteriormente valorizzato e rafforzato nell’ambito di una governance condivisa e integrata tra tutte le istituzioni coinvolte”.

Il percorso nasce dalla necessità di consolidare una cultura della prevenzione e della gestione coordinata delle emergenze, coinvolgendo i diversi professionisti chiamati a intervenire in caso di eventi di particolare gravità.


“La gestione di una maxi emergenza – spiega la Direttrice regionale Salute e Welfare della Regione Umbria, Daniela Donetti – richiede l’intervento e il coordinamento tra soggetti eterogenei che, in caso di eventi avversi, devono prendere decisioni condivise, in tempi rapidi. Con questo percorso formativo, vogliamo diffondere una cultura preventiva dell’evento e della gestione coordinata delle risorse sanitarie tra il personale sanitario regionale operante nei Pronto Soccorso, nel Sistema di Emergenza Territoriale 118 e nelle Centrali Operative”.


Tra gli obiettivi della formazione c’è la capacità di riconoscere tempestivamente gli indicatori di una maxi-emergenza e di affrontare scenari caratterizzati da elevata complessità operativa. Particolare attenzione viene dedicata alla costituzione e al coordinamento di una catena di comando ospedaliera efficace, alla gestione del massiccio e improvviso afflusso di feriti e alla definizione chiara di ruoli e responsabilità. Un altro elemento centrale è la comunicazione tra Unità Sanitaria di Crisi, Emergenza Territoriale e Pronto Soccorso, che deve rimanere efficace anche in condizioni di forte stress e in situazioni caratterizzate da visibilità confinata.


“La gestione delle maxi-emergenze richiede competenze qualificate, prontezza operativa e un addestramento specifico – afferma l’Amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello –. Richiede formazione, pianificazione e governance per rendere la risposta omogenea a livello territoriale”.

Il programma prevede lezioni frontali ed esercitazioni, in calendario oggi e domani a Villa Umbra, finalizzate a fornire ai partecipanti strumenti operativi per affrontare scenari territoriali complessi, sia di tipo convenzionale sia legati a emergenze nucleari, biologiche, chimiche e radioattive. Le attività sono organizzate con l’obiettivo di tradurre le conoscenze teoriche in procedure e comportamenti operativi attraverso un approccio multidisciplinare e basato sulla simulazione.


“Per Sismax – dichiara il Presidente della società scientifica, Alessio Lubrani – è un onore poter contribuire alla formazione dei professionisti della Regione Umbria sui temi della gestione delle maxi-emergenze. È un passaggio particolarmente significativo perché arriva dopo la pubblicazione delle prime Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale dedicate alle maxi-emergenze, sviluppate con il contributo di SISMAX e delle numerose società scientifiche coinvolte e pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità”.“Ora inizia forse la fase più importante: fare in modo che queste raccomandazioni non rimangano soltanto documenti scientifici, ma diventino patrimonio concreto dei professionisti e dei sistemi di emergenza del nostro Paese. L’Umbria rappresenta una delle prime tappe di un percorso che vogliamo portare progressivamente in tutta Italia, attraverso formazione, esercitazione e confronto tra le diverse realtà regionali”, aggiunge Lubrani.


Il percorso formativo punta infine a favorire il confronto tra professionalità e competenze diverse, attraverso attività multidisciplinari e simulazioni in tempo reale finalizzate a verificare l’efficacia della linea di comando e degli strumenti acquisiti durante le lezioni. Tra le attività previste anche un’esperienza immersiva in un’area a visibilità confinata, pensata per mettere alla prova le strategie di comunicazione e coordinamento in condizioni operative particolarmente critiche.

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